Ansia: come calmarla

Ansia: come calmarla

L’ansia è un’emozione fondamentale e del tutto spontanea dell’essere umano che funziona da campanello da allarme per riportare la nostra attenzione su ciò che accade dentro e fuori di noi.

Nel suo stato originale ha la funzione positiva di avvertirci in anticipo circa possibili situazioni di pericolo; inoltre l’ansia rappresenta una parte necessaria della risposta allo stress.

L’ansia, se limitata a episodi sporadici, può essere gestita e ci aiuta a essere più consapevoli del nostro mondo interiore. Quasi tutti, almeno una volta nella loro vita, abbiamo provato quelle “punte” di ansia, o stati di apprensione, a fronte di determinate situazioni o nel contesto di determinate fasi di vita. Il problema nasce nel momento in cui l’ansia diventa più grande di noi, prende il sopravvento sulla nostra vita, fino a sfociare in veri e propri attacchi di panico.

L’attacco di panico è una condizione prolungata di paura o disagio, accompagnata da diversi sintomi quali tachicardia, palpitazioni, sudorazione, tremori, senso di soffocamento, senso di costrizione al petto, nausea. Si ha la sensazione di perdere del tutto il controllo, di impazzire o di essere vicini alla morte. Spesso questi attacchi colpiscono senza alcun preavviso.

Mentre nella ‘punta’ di ansia questi sintomi sono lievi, nell’attacco di panico il flusso emotivo è così forte che ci sembra di perdere il contatto con la realtà. Le persone che sono soggette a queste crisi riducono le attività sociali, si chiudono il loro stesse e si allontanano dai rapporti affettivi, evitano di uscire con i loro amici, hanno paura di guidare, in situazioni più difficili arrivano a lasciare il lavoro per paura di avere delle crisi davanti al responsabile e ai colleghi. Spesso identificano nella casa un luogo sicuro in cui rifugiarsi.

L’origine di questo malessere, però, è da ricercare in noi stessi e nella nostra mente ed è lì che si può e bisogna intervenire per risolvere questo disturbo.

Quanto all’ansia, sapere come fare per provare a placarla, può fare davvero la differenza. Esistono quattro punti strategici su cui soffermarci per gestire e calmare l’ansia.

1. Accogli l’ansia, non respingerla

Negare le sensazioni che stai provando e respingerle richiede molta più fatica e finisce con alimentarle ancora di più. Se riusciamo per un attimo a rallentare i pensieri e a osservarci, noteremo che le emozioni, paura inclusa, nascono, arrivano all’apice e poi, se smettiamo di alimentarle, si placano. Immagina di essere il padrone di casa che ospita la nuova emozione, la invita a varcare la soglia senza opporre resistenza. Accetta consapevolmente che l’ansia stia arrivando a farti visita. Accogli le sensazioni che arrivano. Resistere in tutti i modi all’ansia significa prolungare gli effetti negativi dell’ansia. Invece lasciarla fluire ti aiuterà a liberartene prima e avere la possibilità di osservarla e capire perché si presenta. Quando l’ansia si placa, si può provare ad annotare su un diario le sensazioni che hai provato.Il silenzio è comunicazione?

Il silenzio è assenza di parole, ma è un modo strategico di comunicare, il suo significato varia con le situazioni, le relazioni e la cultura di riferimento. È ambiguo, perché può essere indizio di ottimo rapporto e di una comunicazione intensa, oppure di pessima relazione e di una comunicazione deteriorata. Possiamo distinguere silenzi con funzione riflessiva, cioè si sta in silenzio perché si raccolgono idee, si elaborano dati, pensieri e si riflette; silenzi con funzione difensiva, cioè si tace per non aggravare un problema di relazione e riprendere la discussione in un momento più favorevole; silenzi che risultano non funzionali allo scambio relazione. Questi ultimi hanno per bersaglio figure percepite come avversarie, e si utilizza il silenzio nei loro confronti per indurre nell’altro sensi di colpa o per sottolineare l‘inferiorità dell’altro.

2. Consapevolezza che riesci a superarla

Anche se al momento hai l’impressione che quella sensazione di disagio durerà per sempre, non è così. Tutto passa, anche quello che stai provando. Se hai già sperimentato queste sensazioni altre volte, magari anche più intensamente, ricorda che sei riuscito a superarle. Non lasciarti affondare da pensieri depressivi. Piuttosto, abbi fiducia in sé stesso e consenti al corpo di rilassarsi.

3. Respira e rilassati

Quando si è in preda a un attacco di ansia, il respiro si fa corto, contratto einvolontariamente si comincia a respirare solo con la parte alta dei polmoni. Concentrati a fare respiri lenti e profondi, e a spingere il tuo respiro verso il basso attraverso tecniche di respirazione. Controllare il respiro ti sarà di enorme aiuto per riuscire a mantenere il controllo e trattenere l’istinto a fuggire. Questo perché fuggire fisicamente dalla situazione in cui ti trovi può abbassare l’ansia ma farà crescere la paura. Oltre al controllo del respiro, l’apprendimento di una tecnica di rilassamento e praticandola regolarmente, può aiutare a mantenere un livello di ansia più facile da gestire. Rilassarsi e cercare di ristabilire una sensazione generale di calma, sia fisica che mentale.

4. Interpreta il messaggio

L’ansia porta con sé un messaggio profondo e può tornare a far visita fino a che non l’avrai compreso e decifrato. L’unico modo per farlo è osservare dentro di sé. Spesso l’ansia deriva proprio dall’incapacità di guardarci dentro, e si presenta quando non siamo più in grado di ascoltare la nostra voce interiore e viviamo in balia dei rumori esterni. La meditazione è uno strumento molto efficace per entrare in contatto con il nostro Io più profondo. Uno strumento utile può essere la meditazione, tecnica che consente di allontanarsi da ciò che è esterno e ci riconnettersi maggiormente con la nostra parte interiore più profonda, parte fondamentale che guida nella vita.